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Errigo, Fioretto d’Oro
Di Francisca terza

Di   /  7 Agosto 2013  /  Nessun commento

Due medaglie è il bottino della prima giornata di finali dei Campionati Mondiali di Scherma di Budapest dove l’Italia piazza tutte le fiorettiste nelle prime otto. Usciti Occhiuzzi e Montano, nella Sciabola il migliore è il giovane Enrico Berrè uscito nei quarti di finale. Domani le due prove di Spada

Foto: Augusto Bizzi

Foto: Augusto Bizzi

BUDAPEST 2013. Al quarto campionato mondiale della sua fresca carriera, dopo il Bronzo nel 2009 ad Antalya al suo esordio, l’Argento di Parigi 2010 e l’Argento alle Olimpiadi di Londra, Arianna Errigo sale sul tetto del mondo conquistando la medaglia d’Oro ai Campionati Mondiali di Scherma di Budapest. “Tsunami” Errigo, come viene soprannominata per la sua scherma tutta irruenza in un’arma decisamente riflessiva, è stata praticamente perfetta nel suo cammino che ha avuto come momento chiave il quarto di finale contro Valentina Vezzali. Arianna aveva esordito vincendo per 15-6 contro la portacolori di Singapore, Wenying Wang, poi, col punteggio di 15-5, la polacca Synoradzka e, agli ottavi di finale, la francese Corinne Maitrejean per 15-3. Contro la neomamma la Errigo è stata implacabile sfruttando la ridotta condizione della trentanovenne di Jesi, che al termina ha riconosciuto l’onore dele armi, e imponendosi con il punteggio di 15-8. In semifinale la vittima designata è stata la russa Inna Deriglazova regolata 15-11 per accedere all’atto conclusivo contro la tedesca Caroline Golubytsky che ha ceduto dopo un assalto veloce, come sempre con la milanese in pedana, chiuso sul 15-8.

La tedesca aveva eliminato in semifinale una Elisa Di Francisca più nervosa e meno in condizione del solito che dopo aver rimontato nell’ultimo minuto di assalto una situazione quasi disperata ha ceduto nel tempo supplementare con il puneggio di 12-13

About

Manager di una multinazionale, da quasi 50 anni guardo allo sport con gli occhi sognanti dell'eterno ragazzo. Negli ultimi anni, fulminato dall'aria olimpica respirata nella mia Torino, ho narrato lo sport a cinque cerchi, quello che raramente trova spazio nei media tradizionali. Non disdegno divagazioni nel calcio, mettendo da parte l'anima tifosa, che può ancora regalare storie eccezionali da narrare a modo mio.

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