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Atletica spreca talenti, Apostolico si ritira

Di   /  8 gennaio 2014  /  Nessun commento

Tamara ApostolicoINCHIESTE. Un vecchio articolo pubblicato sulla pagina Facebook di Queenatletica che riportava, sei mesi fa, la notizia dell’abbandono dell’attività da parte di Tamara Apostolico, ventiquattrenne lanciatrice del Disco, nel 2007 medaglia di Bronzo ai Campionati Europei Juniores, un personale di 59,50 (terza prestazione italiana all time) e finalista, all’esordio in maglia azzurra, ai Campionati Europei di Helsinki del 2012, la prima finale nella specialità dai tempi di Agense Maffeis. Il conseguente dibattito sul social network e Tamara si palesa (bellezza dei new media) e racconta la storia della sua dolorosa rinuncia ad Atleticalive.

La riassumiamo, invitandovi a leggere la versione completa sulle pagine di Atleticalive. I problemi con la struttura dell’Atletica italiana sono iniziati per Tamara Apostolico nel 2007, ” speravo che dopo titoli e record italiano avrei avuto la possibilità di esprimermi da professionista come avrei ben sperato. Invece mi sono vista sorpassare da atleti ritenuti “talenti” che a mala pena riuscivano ad ottenere il minimo di qualificazioni alle rassegne internazionali”. La ragazza ha le idee chiare e decide di trasferirsi in Romania ad allenarsi con Nicoleta Grasu: i risultati non bastano e Tamara non riesce ad entrare in un gruppo sportivo militare. Le viene prospetta la possibilità di ingresso se parteciperà alle Olimpiadi di Londra e la Apostolica si trasferisce ad allenarsi in Ungheria concentrata sul raggiungimento del minimo olimpico. Ottiene il minimo B, come detto è finalista agli Europei… e il resto potete leggerlo su Atleticalive.

Il morale della favola è che Tamara si è laureata, conosce quattro lingue ma ha lasciato l’Atletica italiana che si è lasciata sfuggire un talento in nome di vicende che poco hanno a che vedere con il merito e i risultati.

 

About

Manager di una multinazionale, da quasi 50 anni guardo allo sport con gli occhi sognanti dell'eterno ragazzo. Negli ultimi anni, fulminato dall'aria olimpica respirata nella mia Torino, ho narrato lo sport a cinque cerchi, quello che raramente trova spazio nei media tradizionali. Non disdegno divagazioni nel calcio, mettendo da parte l'anima tifosa, che può ancora regalare storie eccezionali da narrare a modo mio.

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