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Fondo: Marit Bjoergen a mani basse nello Skiathlon, Piller sedicesima

Di   /  8 Febbraio 2014  /  Nessun commento

Marit Bjoergen (Foto:Bjarte Hetland)

Marit Bjoergen (Foto:Bjarte Hetland)

SOCHI 2014. Gioca come il gatto con il topo la norvegese Marit Bjoergen nella Skiathlon che apre le ostilità nello Sci di Fondo alle Olimpiadi di Sochi. Lascia sfogare tutte le avversarie e si vede nella posizione di testa solo nell’ultimo chilometro quello decisivo per vincere a mani basse la prima medaglia d’Oro di una Olimpiade che per lei si presenta trionfale. I 7.5 km a tecnica classica scremano il gruppo e lanciano verso la frazione finale in Tecnica Libera un gruppo di sette pretendenti alla medaglia: le tre norvegesi (Bjoergen, Johaug e Weng), le finlandesi Saarinen e Niskanen, la polacca Kowalczyk che pasticcia nel pit stop per il cambio sci e la svedese Kalla. E’ lo scricciolo Therese Johaug a provare a scremare ulteriormente il gruppo e perdono le code la Niskanen e la polacca menomata di una botta in allenamento. La grande sorpresa di giornata è Charlotte Kalla, mai così a suo agio in questo format, che sulla salita finale tenta l’attacco decisivo al quale solo Marit Bjoergen riesce a resistere; la norvegese in una delle curve della discesa verso lo stadio sorpassa in “staccata” la svedese e va verso il suo quarto Oro olimpico. Argento per la Kalla mentre nello sprint per il terzo gradino del podio si impone, a 13″2 dalla vincitrice la norvegese Heidi Weng.

Per la squadra azzurra ha fatto registrare una prova discreta Marina Piller sedicesima al traguardo. Più indietro le altre con il trentesimo posto di Debora Agreiter, il trentaduesimo di Elisa Brocard e il quarantaquattresimo di Virginia De Martin Topranin.

 

Risultati Completi – Fondo – Skiathlon Femminile

 

About

Manager di una multinazionale, da quasi 50 anni guardo allo sport con gli occhi sognanti dell'eterno ragazzo. Negli ultimi anni, fulminato dall'aria olimpica respirata nella mia Torino, ho narrato lo sport a cinque cerchi, quello che raramente trova spazio nei media tradizionali. Non disdegno divagazioni nel calcio, mettendo da parte l'anima tifosa, che può ancora regalare storie eccezionali da narrare a modo mio.

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