Il campionissimo ci ha lasciati: il suo record resterà nella storia

Gravissimo lutto per tutto il mondo dello sport, in particolare quello olimpico: è morto nelle ultime ore, ma il suo record rimarrà per sempre

Ci sono pagine dello sport olimpico, che rimarranno per sempre impresse nella storia e l’atletica ne ha scritte molte. Come le vittorie di Jesse Owens nelle Olimpiadi 1936 a Berlino sotto gli occhi di Hitler o la doppia maratona vincente di Abebe Bikila scalzo. Ora un altro grandissimo protagonista ci ha lasciati, ma il suo record rimarrà impresso per sempre.

Negli Stati Uniti a 76 anni infatti è morto Jim Hines, nome che forse ai più giovani non dirà moltissimo ma in realtà con la sua impresa è passato alla storia. Non se l’aspettava nemmeno lui, che all’epoca aveva solo 22 anni, eppure gli appassionati non possono dimenticarsi quello che ha fatto.

Perché se oggi pensiamo all’uomo più veloce del mondo, non ci sono dubbi: è certamente Usain Bolt anche perché il suo 9.58 è passato agli annali. Nessuno fino ad oggi è riuscito a fare meglio ed è anche possibile che questo primato resista moltissimi anni ancora.

Prima di lui però c’è stato Jim Hines che sulla pista di Città del Messico alle Olimpiadi 1968 ha realizzato un’impresa incredibile. Semplicemente è stato il primo uomo nella storia a correre i 100 metri in meno di 10 secondi, una barriera che fino ad allora sembrava impossibile da infrangere.

Morto un campionissimo: quel record alle Olimpiadi è passato alla storia durando a lungo

Nato in Arkansas, Jim Hines aveva studiato alla McClymonds High School di Oakland e poi era entrato alla Texas University, dimostrando di andare subito forte nella velocità. Nel 1967 si era segnalato con un ottimo 10.17 sui 100 ed era soltanto l’antipasto.

L’anno successivo i Trials statunitensi per l’atletica erano in programma a Sacramento, in California. In semifinale si impose con 9.9 manuale, corretto poi in 10.03 con il sistema elettronico. Un tempo avvicinato anche da Charles Greene che però in realtà fui corretto in 10.10. Erano i due grandi rivali del tempo, si ritrovarono in Messico.

Grazie alla pista dello Stadio Olimpico in altura si era capito subito che tempi e misure potevano essere eccezionali. Come gli 8.90 metri di Bob Beamon che a lunfo sono stati record del mondon nel salto in lungo. E come la finale dei 100 metri, da leggenda.

Hines la vinse dominando: ancora un 9.9, ma questa volta fu corretto in 9.95, con il vento nei limiti. Così il 22enne americano diventò il primo uomo nella storia a scendere sotto la barriera dei 10 secondi e guidò la 4×100 americana a vincere l’oro. Anche in questo caso, altro record mondiale in 38.24, tempo che sarebbe buono pure oggi.

Il record rimase imbattuto fino al 1983, quando Calvin Smith, sempre nei Trials americani ma quella volta a Colorado Springs, corse i 100 in 9″93. Hines intanto si era già ritirato. Anzi, l’aveva fatto in fretta perché nel 1968 era stato scelto dai Miami Dolphins come receiver nella Nfl. Ma con loro e successivamente con i Kansas City Chiefs non ebbe la stessa fortuna. Molti si sono dimenticarti di lui, ma non la storia.

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