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Aspromonte, Vecchi e Russo di Bronzo

Di   /  9 Agosto 2013  /  Nessun commento

Foto: Augusto Bizzi

Foto: Augusto Bizzi

BUDAPEST 2013. La quinta giornata di gare ai Campionati del Mondo di Scherma, che segna la conclusione del programma individuale, porta tre medaglie in più nel forziere azzurro. Due arrivano dal fioretto maschile, dove Valerio Aspromonte conquista il bronzo, e dalla sciabola femminile con Irene Vecchi che arriva sul podio. La terza è la medaglia di bronzo conquistata da William Russo nella prova di fioretto maschile paralimpico categoria C.

Aspromonte sale sul terzo gradino del podio. In semifinale, contro il sorprendente statunitense Chamley-Watson, Valerio Aspromonte non è riuscito ad andare oltre al punteggio di 15-9, conquistando quindi la medaglia di bronzo, che segue l’Argento mondiale di Catania 2011 e l’Oro olimpico a squadre di Londra 2012. Nel suo percorso di gara l’azzurro ha superato, all’esordio di giornata, l’ungherese Szabados per 15-8, a seguire, l’egiziano Ayad per 15-10 e, nell’assalto del tabellone dei 16, lo statunitense Alexander Massialas per 15-14. Ai quarti di finale l’assalto contro il portacolori di Hong Kong, Siu Lun Cheung, è stato interamente dominato dall’italiano che ha concluso festeggiando col punteggio di 15-6. Rimane ai piedi del podio invece Andrea Cassarà. Partito da numero 1 del tabellone, ha infatti dapprima sconfitto per 15-9 l’ungherese Szeki e, nel tabellone dei 32, il coreano Kim per 15-14, non senza qualche difficoltà nel fronteggiare il tentativo di rimonta dell’asiatico. Nel turno dei 16 ha poi avuto ragione del coreano Heo per 15-6, ma, nel match valido per salire sul podio, il campione del Mondo uscente è uscito sconfitto, per 15-14, dal confronto con il sorprendente ucraino Rostyslav Hertsyk, capace nel suo cammino di oggi, di superare il plurititolato tedesco Peter Joppich e il quotato statunitense Race Imboden. col punteggio di 15-14. Si sono invece fermati nel tabellone dei 32 sia Andrea Baldini che Giorgio Avola. Il primo, numero 1 del ranking di Coppa del Mondo alla vigilia di questo Mondiale, dopo aver sconfitto il turco Babaoglu nel tabellone dei 64 per 15-6, non ce l’ha fatta a superare lo scoglio rappresentato dall’ostico giapponese Chida che ha staccato il pass per il turno successivo col punteggio di 15-11. Si è fermata nel turno dei 32 anche la corsa di Giorgio Avola. L’azzurro, dopo aver avuto ragione, per 15-7 dell’ungherese Gatai, è stato fermato per 15-14 dallo statunitense Chamley-Watson.

Irene Vecchi, nella Sciabola femminile, si ferma solo in semifinale sconfitta dalla russa Dyachenko 15/12. L’azzurra è arrivata in semifinale grazie all’assalto, vinto per 15-13, contro la greca Vassiliki Vougiouka. Per l’Italia si tratta di un ritorno alla medaglia mondiale dal 2007, anno in cui Gioia Marzocca vinse il bronzo alla rassegna iridata di San Pietroburgo. Nel suo percorso di gara, Irene Vecchi, dopo aver superato il primo scoglio di giornata, la giapponese Itoh per 15-6, ha sconfitto la polacca Kedziora per 15-11 nel turno delle 32 e, a seguire, anche la cinese Zhu per 15-12, approdando quindi al tabellone delle 8 dove ha affrontato e vinto il confronto con la greca Vougiouka per 15-13. Esordio negativo invece per le altre tre azzurre. Ilaria Bianco è stata superata 15-2 dalla russa Gavrilova, Rossella Gregorio non è andata oltre il 15-13 contro la francese Berder, mentre Livia Stagni è stata fermata da Alejandra Benitez, il Ministro dello Sport del Venezuela, per 15-12.

Per quanto concerne la scherma paralimpica, l’Italia salirà sul podio grazie a William Russo che è approdato in semifinale nella prova di fioretto maschile categoria C. Nella categoria A, invece, Matteo Betti avanza sino al tabellone dei 16, mentre Andrea Macrì è stato eliminato dopo la fase a gironi. Nella categoria B, invece, sono in gara Alessio Sarri e Marco Cima.

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Fonte: Federscherma

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Manager di una multinazionale, da quasi 50 anni guardo allo sport con gli occhi sognanti dell'eterno ragazzo. Negli ultimi anni, fulminato dall'aria olimpica respirata nella mia Torino, ho narrato lo sport a cinque cerchi, quello che raramente trova spazio nei media tradizionali. Non disdegno divagazioni nel calcio, mettendo da parte l'anima tifosa, che può ancora regalare storie eccezionali da narrare a modo mio.

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