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Scherma: Baldini vince a San Pietroburgo, terzo Aspromonte

Di   /  2 Marzo 2014  /  Nessun commento

Foto: Augusto Bizzi

Foto: Augusto Bizzi

SCHERMA (San Pietroburgo). Due anni e nove mesi dopo, Andrea Baldini ritorna sul gradino più alto del podio in una prova di livello Grand Prix della Coppa del Mondo di Fioretto Maschile. Come era avvenuto il 3 giugno 2011, è a San Pietroburgo che il ventottenne mancino livornese si impone sconfiggendo in finale il francese Enzo Lefort con il punteggio di 15-1 dopo aver superato in semifinale il russo Dmitry Komissarov per 15-9. Sul podio a fianco di Baldini sale anche Valerio Aspromonte, terzo e sconfitto per 15-12 in semifinale da Lefort.

Nei rispettivi percorsi di gara, Baldini aveva sconfitto dapprima il coreano Kim per 15-5, a seguire, il giapponese Yuki Ota per 15-6, nel turno dei 16, il russo Ganeev per 8-7 e, ai quarti l’altro russo Arslanov col punteggio di 15-9. Aspromonte, invece, aveva avuto la meglio all’esordio di giornata sull’austriaco Pranz per 15-6, poi aveva sconfitto nel turno dei 32 il francese Cadot per 15-11, quindi il coreano Heo per 15-9 ed il russo Dmitry Rigin ai quarti col punteggio di 15-10.

Si è concluso al turno dei 16 invece l’avanzare di Lorenzo Nista che, dopo aver superato l’austriaco Poscharnig per 15-4 e poi il coreano Han, è stato sconfitto dal francese Enzo Lefort per 15-9. Si sono fermati nel turno dei 32 Giorgio Avola, eliminato dal russo Ganeev per 15-13, Alessio Foconi, sconfitto dal giapponese Miyake per 15-8 e Daniele Garozzo, eliminato per mano dell’altro giapponese Chida per 15-12. Sono stati invece sconfitti nel primo assalto di giornata Edoardo Luperi, superato dal russo Khovansky col punteggio di 15-11 ed il numero 1 del ranking mondiale, Andrea Cassarà, fermato dal coreano Han per 15-13.

 

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Manager di una multinazionale, da quasi 50 anni guardo allo sport con gli occhi sognanti dell'eterno ragazzo. Negli ultimi anni, fulminato dall'aria olimpica respirata nella mia Torino, ho narrato lo sport a cinque cerchi, quello che raramente trova spazio nei media tradizionali. Non disdegno divagazioni nel calcio, mettendo da parte l'anima tifosa, che può ancora regalare storie eccezionali da narrare a modo mio.

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