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Kueng vince a Wengen, Peter Fill è settimo

Di   /  18 Gennaio 2014  /  Nessun commento

Peter Fill

Peter Fill (Foto:Christian Jansky)

SCI ALPINO (Wengen). Il Lauberhorn senza Hundschopf è come la Parigi-Roubaix senza pavè, Wimbledon senza l’erba; una discesa mitica diventa una prova come altre della Coppa del Mondo. Manca il fascino, l’emozione del salto nel vuoto alla Testa di Cane, dell’acido lattico nelle gambe dopo oltre due minuti di folle picchiata. Eolo non ha giocato a favore e pper poter disputare oggi la Discesa gli organizzatori sono stati costretti ad abbassare la partenza sotto l’Hundschopf: percorso ridotto, lo stradino poco dopo la partenza, quasi tutto che si gioca esclusivamente nella Kernen-S e nella esse finale. La spunta a sorpresa lo svizzero Patrick Kueng, che in stagione aveva già vinto il SuperG di Bevaer Creek, che beffa tutti i favoriti della vigilia: l’austriaco Reichelt è secondo a sei centesimi, il norvegese Svindal è terzo a sette centesimi.

Peter Fill è stato il migliore degli azzurri con la settima posizione a 54 centesimi tutti persi in una derapata nella Kernen-S, mentre Christof Innerhofer (vincitore della passata edizione) ha concluso ventunesimo. Venticinquesimo Silvano Varettoni, ventiseiesimo Dominik Paris, al rientro dopo la caduta nelle prove della Val Gardena. Fuori dai punti Mattia Casse e Siegmar Klotz.

About

Manager di una multinazionale, da quasi 50 anni guardo allo sport con gli occhi sognanti dell'eterno ragazzo. Negli ultimi anni, fulminato dall'aria olimpica respirata nella mia Torino, ho narrato lo sport a cinque cerchi, quello che raramente trova spazio nei media tradizionali. Non disdegno divagazioni nel calcio, mettendo da parte l'anima tifosa, che può ancora regalare storie eccezionali da narrare a modo mio.

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  • Il Punto

    .....................................................

    21 Agosto 2016 12:35
    Il bilancio è positivo, ma manca il sistema

    MILANO. Il numero cinque fa pensare in questa domenica azzurra. Cinque come le Olimpiadi di Tania Cagnotto che, alla quinta Fiamma, vince un argento e un bronzo e chiude lì. La bolzanina ha insegnato a tutti una cosa: ci può essere un modo di interpretare l’appuntamento olimpico. Con serenità, con la serenità di chi sa […]

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