Procura di Bolzano:   Conconi aiutò Schwazer

Schwazer-EpoDOPING & CO. Trapelano dalla procura di Bolzano, attraverso le pagine de Il Sole 24 Ore e della Gazzetta dello Sport le prime risultanze dell’inchiesta che aveva portato nelle settimane scorse ad indagare sui rapporti tra Alex Schwazer e il professor Conconi. Secondo quanto riportato oggi da Il Sole 24 Ore la procura “ritiene di essere in grado di dimostrare che l’ex atleta, vincitore della medaglia d’oro a Pechino 2008 nella 50 chilometri di marcia, conosceva il discusso medico dello sport fin dal dicembre 2006. E gli inquirenti sono giunti alla conclusione in base alle dichiarazioni di Sandro Damilano, l’allenatore di Schwazer dal 2004 al 2009, e in base ai profili ematici riconducibili all’atleta e riferiti al periodo in cui era seguito da Conconi”.

Sandro Damilano, che secondo quanto rilevato sarebbe stato il promotore del primo contatto, ha dichiarato questa mattina di ritenere “di aver fatto sempre tutto con la massima correttezza” ma non rilascia dichiarazioni sul merito della vicenda in quanto, “mi era stato detto, l’indagine è coperta dal segreto istruttorio”.

Dal primo incontro, sempre secondo Il Sole 24 Ore:

Inizia un rapporto fra marciatore e medico gestito con mail, con scambi di esiti di analisi, in base ai quali Damilano decideva ritmi e intensità degli allenamenti.
Un rapporto che gli inquirenti ricostruiscono in particolare per il 2009, anno in cui Schwazer viene ricoverato per una pancreatite (febbraio), in cui si ritira dalla gara dei Mondiali di Berlino (agosto), in cui soffre di problemi gastroenterici (novembre). In quei mesi Schwazer e Conconi si scambiano mail in cui l’ex marciatore riporta esiti di analisi e scrive: «Anche gli esami del sangue fatti 4 giorni fa erano a posto.
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Per il marciatore altoatesino la situazione sembra farsi di settimana in settimana più delicata. Il resto alle prossime puntate.

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