Federvolley: il Medioevo   dei social network

Facebook-censuraINCHIESTE. Voi che leggete queste pagine perchè indirizzati da un motore di ricerca o da un link sul vostro social network preferito ignorate che “la realtà internet … è un fenomeno dirompente che rischia di trasformarsi in un’onda maligna se non gestito adeguatamente nel campo dell’informazione”. Non sono parole che arrivano dalla Cina o dall’Iran ma da una comunicazione agli atleti della Federazione Italiana Pallavolo.

In redazione ad Olympialab stiamo preparando il materiale per una inchiesta su quanto siano “social” le federazioni italiane e nella ricerca ci siamo imbattuti in questo editto (pubblicato da Volleyball.it) del 30 maggio rivolto a regolare i comportamenti da tenere durante la partecipazione alle attività delle nazionali azzurre, con specifico riguardo ai rapporti con i new media.

Il decalogo della Federvolley recita:

  • non è consentito scrivere o firmare testi su siti o blog che riguardino le attività della Nazionale. Compresi commenti, racconti e analisi
  • non è consentito diffondere tramite siti o blog immagini o filmati che riguardino le attività della Nazionale in campo, in allenamento, durante i pasti, nei trasferimenti e in ogni momento vissuto in comune dalla singola selezione
  • gli atleti possono liberamente utilizzare i profili personali dei social network purchè non inseriscano commenti, racconti e analisi sulle attività della Nazionale dentro e fuori dal campo
  • gli atleti possono realizzare immagini e video della loro vita in comune nei giorni di attività in Italia e all’estero ma la loro diffusione deve essere concordata con l’ufficio stampa federale o in assenza con il team manager della squadra

 

A parte che il punto due e il quattro sembrano contraddirsi (è vietato o può essere concordato con il team manager?), siamo al Medioevo dei social media dove però la Federazione è presente seppure con modalità amatoriali come ieri sera quando sul profilo Facebook ha campeggiato per quasi un’ora l’informazione errata della mancata qualificazione alla Final Six della World League mentre il comunicato federale da tempo, correttamente, recitava il contrario.

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