Michele Sarzilla, il “keniano bianco” del triathlon azzurro

Michele Sarzilla e il triathlon. Un rapporto nato quasi per caso ma che si è cementato a tal punto da renderlo uno dei potenziali medagliati italiani della disciplina. Non più giovanissimo, classe 1988, un passato avventuroso. Otto anni in Spagna, un vissuto anche in Inghilterra e Nuova Zelanda. Un globetrotter, che ha scoperto di avere un talento innato per lo sport estremo dopo una delusione in piscina.

Triathlon
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Una storia che parte da lontano… era il 2007

Nel 2007 Sarzilla aveva 19 anni e non si era ancora realizzato. Eppure quella età è abbastanza matura, al netto della carta d’identità, per trovare una strada nello sport professionistico. A volte, però, fallimento fa rima con esperimento. E anche così nasce una nuova carriera. Per soli due decimi, il giovane Michele manca la qualificazione ai nazionali di nuoto stile rana. Animato da voglia di rivalsa, decide di cambiare radicalmente strada. Prova, e riesce più che discretamente bene, con il triathlon. Amore a prima vista, dopo averlo sperimentato con amici. A conquistare definitivamente Sarzilla, per sua stessa ammissione, il senso di libertà racchiuso in tre discipline tutte all’aria aperta. E anche i risultati sono arrivati. Tre titoli italiani in quattro anni.

Dal chiuso della piscina, alla finestra su Parigi

Chi pratica il triathlon, sino a qualche tempo fa, e diverse sacche ancora non hanno accantonato la tesi, è stato considerato un atleta sui generis. Più da sport estremo che olimpico. Michele ha rovesciato la tesi dimostrando che non occorre essere uomini d’acciaio per praticare questa disciplina. Certo, occorrono duri allenamenti, ma tutto è stato ripagato dall’Ironman di Andorra. 1,9 chilometri di nuoto, 90 di bicicletta e 21 di corsa approcciati senza grande aspettative. Il secondo posto ha lasciato in eredità consapevolezza e voglia di provarci.

uomo che va in bicicletta
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Adesso l’obiettivo è Parigi 2024, un percorso lungo che premia solo i primi 55 del ranking. E per esserci Sarzilla ha una durissima settimana tipo. Sveglia, due ore di piscina, robusta colazione per affrontare due ore di bicicletta. Pranzo, riposo per ricaricare le pile in vista della corsa che chiude la giornata. E si ricomincia, sabato e domenica compresi, con allenamenti concentrati sui singoli sport a weekend.

Resta da capire cosa riesca a fare quando non si allena: una vita molto serena. Letture, film, serie TV e la passione per la cucina. Sembra che gli riescano particolarmente bene le lasagne e anche la carbonara riscuote un certo successo. Anche se il più bello, deve arrivare con vista su un braciere…

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