Josè Mourinho compie 60 anni, i momenti più iconici della carriera dello Special One

Una leggenda vivente, con i suoi trofei, il suo stile istrionico, le sue polemiche, le interviste al vetriolo. Amato o detestato, non si può discutere la grandezza del personaggio, e quanto abbia influito nella storia del calcio degli ultimi vent’anni. José Mário dos Santos Mourinho Félix, noto più semplicemente come Josè Mourinho, nasce a Setubal, in Portogallo, il 26 gennaio 1963 e proprio oggi festeggia 60 anni. Dagli inizi come professore di educazione fisica passando per le Champions League, gli scudetti, le esultanze rimaste nella storia, scopriamo i momenti più iconici della carriera dello Special One.

Mournho nel 2013
Josè Mourinho | Photo by Ronnie Macdonald under the Creative Commons Attribution 2.0 Generic license

Campione d’Europa con il Porto

Probabilmente, senza nulla togliere alle sue altre imprese, è la più incredibile delle vittorie, perchè arrivata con una squadra sicuramente di primissimo livello, ma di certo non costruita per vincere una Champions League. È il 2004, Mourinho allena da due anni il Porto, e dopo una cavalcata incredibile, porta a casa il più importante trofeo per club battendo 3-0 il Monaco in finale. Lo Special One ha 40 anni, è sul tetto d’Europa, ma durante la premiazione non sorride, toglie la medaglia e abbandona il campo scuro in volto. Più avanti ammetterà che fosse turbato da alcune minacce ricevute dagli ultras del Porto, infuriati per il suo imminente passaggio al Chelsea, dove, neanche a dirlo, farà la storia.

La Premier League dopo 50 anni

Mai vittorie facili, scontate, quelle ottenute da Josè Mourinho nella sua carriera. L’allora patron del Chelsea Roman Abramovich sceglie lui nell’estate del 2004 per portare un titolo a Stamford Bridge, e Mourinho, che proprio a Londra si autodefinisce Special One, riesce al primo colpo a portare a casa la Premier League, cosa che ai Blues non succedeva da addirittura 50 anni. L’anno dopo bisserà il successo in campionato, lasciando un ricordo indelebile nei tifosi del Chelsea, tant’è che quasi dieci anni dopo tornerà sulla panchina dei Blues.

Il capolavoro di Josè: il Triplete con l’Inter

Naturalmente non può mancare nei momenti più iconici della carriera di Josè Mourinho, quello che dai tifosi dell’Inter è ricordato come l’anno perfetto, quel 2010 che culmina con la doppietta di Diego Milito al Bernabeu, e porta, dopo 45 anni, la coppa delle grandi orecchie a Milano sponda nerazzurra. I due anni all’Inter sono Josè Mourinho in purezza, oltre alle grandi vittorie, sono ormai entrate nel dizionario comune alcune sue espressioni, dagli “zero tituli” delle avversarie, all’iconica conferenza stampa di presentazione in cui il portoghese, ormai poliglotta (conosce sei lingue) dichiara candidamente ai giornalisti che gli chiedevano news di mercato: “Non sono mica un pirla”.

Il ritorno al Chelsea e l’ennesimo campionato vinto

La sua storia al Real Madrid, sancita da quell’abbraccio di addio con Materazzi nei parcheggi del Bernabeu proprio la notte del 22 maggio 2010, regala comunque una Liga a Josè, che tuttavia non riesce nell’intento di riportare la Champions League a Madrid. Nel 2013 allora sceglie di tornare al Chelsea, e dopo il primo anno di assestamento, al secondo tentativo il Vate di Setubal non fallisce, e riporta la Premier League a Stamford Bridge a distanza di cinque anni dall’ultima volta.

Mourinho Chelsea
Josè Mourinho | Photo by Aleksandr Osipov under the Creative Commons Attribution 2.0 Generic license

Mourinho gladiatore, tutta Roma ai suoi piedi

Non sarà una vittoria in Champions, o le due Europa League centrate con il Manchester United e il Porto (allora si chiamava ancora Coppa Uefa), ma per la sua importanza e il valore storico, la Conference League vinta con la Roma al termine della passata stagione rientra nei momenti più iconici della carriera di Josè Mourinho. Un traguardo storico per i giallorossi, che non vincevano un trofeo da 14 anni, ma anche per lo Special One, che entra ulteriormente nella storia del calcio, diventando l’unico allenatore a vincere tutte e tre le competizioni europee in vigore.

 

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