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Un grande settimo posto
di capitan Vizzoni

Di   /  12 Agosto 2013  /  Nessun commento

Foto: Colombo/FIDAL

Foto: Colombo/FIDAL

MOSCA 2013. Signori, giù il cappello di fronte a Nicola Vizzoni che a trentanove anni non si accontenta di fare la comparsa in una finale del Lancio del Martello come da tempo non se ne vedevano e si esalta scagliando l’attrezzo a 77.61, una misura che non vedeva da 2 anni, e conquistando il settimo posto. Quella del martellista di Pietrasanta è una ottima serie (75.33 77.61 75.29  X  75.42  X) e gli vale il quarto piazzamento in carriera nei primi otto di una finale mondiale dopo il quarto posto di Edmonton 2001, il settimi di Siviglia 1999 e l’ottavo di Daegu 2011. Una prestazione da grande capitano che ha deciso, e lo ha detto con i suoi lanci, di non appendere il martello al chiodo.

Nel corso del pomeriggio si era conclusa l’avventura di Matteo Galvan nei 400 metri. L’obiettivo di qualificazione è diventato impossibile per l’azzurro che avrebbe dovuto realizzare 44.95, mai un italiano è sceso sotto i 45 secondi; il vicentino, con il possibile traino di LaShawn Merritt con il quale si è allenato negli Stati Uniti, ha esaurito la benzina e non è riuscito a migliorare il personale realizzato ieri, 45.69 per lui, ancora una volta sotto i 46 secondi, che gli vale il quinto posto in semifinale.

 

About

Manager di una multinazionale, da quasi 50 anni guardo allo sport con gli occhi sognanti dell'eterno ragazzo. Negli ultimi anni, fulminato dall'aria olimpica respirata nella mia Torino, ho narrato lo sport a cinque cerchi, quello che raramente trova spazio nei media tradizionali. Non disdegno divagazioni nel calcio, mettendo da parte l'anima tifosa, che può ancora regalare storie eccezionali da narrare a modo mio.

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  • Il Punto

    .....................................................

    21 Agosto 2016 12:35
    Il bilancio è positivo, ma manca il sistema

    MILANO. Il numero cinque fa pensare in questa domenica azzurra. Cinque come le Olimpiadi di Tania Cagnotto che, alla quinta Fiamma, vince un argento e un bronzo e chiude lì. La bolzanina ha insegnato a tutti una cosa: ci può essere un modo di interpretare l’appuntamento olimpico. Con serenità, con la serenità di chi sa […]

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